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La procedura di autorizzazione alla consultazione

 
Gli studiosi che desiderino consultare documenti conservati negli archivi privati dichiarati di interesse culturale possono fare domanda di autorizzazione alla consultazione indirizzando la richiesta alla Soprintendenza archivistica della Toscana, utilizzando l'apposito modulo:
 
Archivi privati - formato RTF (60 KB)
Archivi privati - formato PDF (9.8 KB)
 
Analoga richiesta per la consultazione di archivi pubblici può essere indirizzata alla Soprintendenza archivistica utilizzando i seguenti moduli. Pur non essendo esplicitamente richiesta dalla normativa, essa è comunque utile a fini statistici e di tutela.
 
Archivi pubblici - formato RTF (61 KB)
Archivi pubblici - formato PDF (9.9 KB)
 
Alla richiesta deve essere allegata la copia fotostatica fronte-retro del documento di identità indicato nella domanda.
 
L'istanza di autorizzazione va compilata e sottoscritta in ogni sua parte, pena il suo rigetto.
L'eventuale richiesta di integrazione di dati mancanti, da parte della Soprintendenza archivistica, interrompe la decorrenza dei termini per la conclusione del procedimento.
 
Entro 10 giorni dal ricevimento dell'istanza, il soprintendente archivistico invia una comunicazione al privato proprietario, possessore o detentore dell’archivio o dei singoli documenti vigilati - e, per conoscenza, allo studioso che ha presentato la domanda - contenente la descrizione dei documenti richiesti per la consultazione e l'oggetto della ricerca, con l'invito a renderli disponibili a tale fine.
Il privato ha la possibilità di far consultare i documenti presso il luogo in cui essi sono conservati, oppure depositandoli presso l'Archivio di Stato competente per territorio o, infine, concedendone una riproduzione fotografica.
La consultazione deve avvenire nel pieno rispetto dell’integrità dei beni e in osservanza di quanto prescritto in merito dal r.d. 2 ott. 1911, n. 1163, artt. 85, 105, 107, relativamente alle cautele da usare per evitare possibili danni ai documenti o loro dispersioni.
 
 
Consultazione di atti riservati
 
Riguardo ai documenti per i quali la norma prevede limiti di consultabilità (si veda la pagina Consultazione di archivi vigilati), sia nel caso di archivi pubblici sia in quello di archivi privati dichiarati di interesse culturale, lo studioso deve compilare l’apposito modulo e recapitarlo alla Soprintendenza per l’apposizione del parere, infine consegnarlo alla Prefettura competente per territorio. La decisione circa l’autorizzazione o meno alla consultazione di documenti di carattere riservato è demandata ad una apposita Commissione presso il Ministero dell’Interno.
 
Modulo per la consultazione di documenti riservati (file pdf - 73 KB)
Modello di dichiarazione per gli studiosi ammessi alla consultazione di documenti riservati (file pdf - 46 KB)
 
 
Data di redazione: gennaio 2017