Home page » La Soprintendenza » Competenze

Competenze

La Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana è una delle 12 Soprintendenze istituite quali organi periferici del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Opera sulla base del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 22 gen. 2004, n. 42 e successivi aggiornamenti), del DPCM 19 agosto 2014, n. 171 Regolamento di organizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (...) e del Decreto Ministeriale 23 gennaio 2016, n. 44 Riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (...).
Rimane tuttora in vigore la Legge archivistica (D.P.R. 30 set. 1963, n. 1409) per una parte di articoli, e precisamente quelli indicati nell'allegato 1 del D.Lgs 1 dic. 2009, n. 179 (Disposizioni legislative statali anteriori al 1 gennaio 1970, di cui si ritiene indispensabile la permanenza in vigore ecc.).
Recentemente (DL 16 gennaio 2015, n. 78 convertito con modifiche in L. 6 agosto 2015 n. 125), è stata assegnata allo Stato la competenza sulla tutela dei beni librari non statali, precedentemente affidata alle Regioni, e con il Decreto Ministeriale 23 gennaio 2016, n. 44 sopra citato, si è stabilito che tali funzioni siano svolte dalle Soprintendenze Archivistiche, contestualmente denominate Soprintendenze Archivistiche e Bibliografiche.
 
Competenze in materia di beni archivistici
 
Compito primario è la tutela e vigilanza, nell'ambito del territorio di competenza, su una grande varietà di complessi documentari di interesse storico, e precisamente tutti quelli compresi nell'accezione di "non statali" appartenenti a:
a) enti pubblici territoriali (regioni, province, comuni)
b) enti pubblici non territoriali (ad esempio camere di commercio, università, istituti scolastici, aziende sanitarie locali e aziende ospedaliere, agenzie delle entrate, agenzie ex fiscali, agenzie regionali per la protezione ambientale, Banca d’Italia, INPS, INAIL, ACI, e molti altri)
c) privati, sia persone fisiche e famiglie, sia persone giuridiche (ad esempio imprese sia individuali che collettive, fondazioni, partiti politici, sindacati, istituzioni e associazioni culturali e di volontariato, ecc.).
Gli archivi e singoli documenti appartenenti a soggetti pubblici di cui alle lettere a) e b) e a soggetti privati (lettera c), quando per questi ultimi sia intervenuta la dichiarazione di interesse culturale (D.Lgs. 22 gen. 2004, n. 42, art. 13), sono tutti definiti come beni culturali (D.Lgs. 22 gen. 2004, n. 42, art. 10). Si precisa, per quanto concerne gli archivi e singoli documenti appartenenti a privati, che presupposto della dichiarazione di interesse culturale è che essi rivestano "interesse storico particolarmente importante", locuzione introdotta dal codice dei beni culturali e sostanzialmente equivalente a quella di "notevole interesse storico" in uso nella precedente legislazione archivistica (D.P.R. 30 set. 1963, n. 1409, art. 36).
Per completezza aggiungiamo che, per quanto riguarda invece gli archivi e singoli documenti appartenenti allo Stato, anch'essi rientrano ipso iure nella categoria dei "beni culturali", e gli istituti preposti alla loro conservazione e vigilanza sono gli Archivi di Stato, organi periferici dell'amministrazione archivistica italiana, al pari delle Soprintendenze archivistiche, ma con funzioni diverse.
A seguito dell'intesa stipulata tra il Ministero per i beni e le attività culturali e la Conferenza episcopale italiana del 18 aprile 2000 (alla quale è stata data esecuzione con D.P.R. 16 mag. 2000, n. 189 la Soprintendenza Archivistica della Toscana collabora inoltre con le istituzioni ecclesiastiche per la tutela e la salvaguardia dei loro archivi (ad esempio vescovili, capitolari, parrocchiali).
 
Competenze in materia di beni bibliografici
 
In base alla normativa sopra ricordata, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica svolge funzioni di vigilanza e tutela anche in materia di beni librari non statali espletando le attività istruttorie relative alla:
1) dichiarazione dell’ “eccezionale interesse culturale” per le raccolte bibliografiche e del "carattere di rarità e pregio” per i manoscritti, gli autografi, i carteggi, gli incunaboli nonché i libri, le stampe e le incisioni con relative matrici, le carte geografiche e gli spartiti musicali, le fotografie con relativi negativi e matrici, le pellicole cinematografiche ed i supporti audiovisivi in genere
2) disposizione di ispezioni volte ad accertare l’esistenza e lo stato di conservazione e custodia di beni bibliografici
3) autorizzazione allo spostamento anche temporaneo dei beni bibliografici e allo scarto
4) proposta alla Direzione generale Biblioteche e Istituti Culturali della custodia coattiva di beni librari di cui è stato verificato il rischio di dispersione o di distruzione
5) formulazione di proposte per l’esercizio del diritto di prelazione
6) rilascio dell’autorizzazione preventiva al trasferimento e al prestito di beni librari per mostre e manifestazioni culturali all’interno del territorio nazionale
7) proposta alla Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali della custodia coattiva di beni librari di cui è stato verificato il rischio di dispersione o di distruzione
8) adozione delle misure urgenti di salvataggio e recupero in caso di calamità naturali
9) verifica dell’idoneità delle sedi, attrezzature e impianti destinati a conservare beni bibliografici di enti pubblici e di privati dichiarati di eccezionale interesse culturale
10) Autorizzazione – su presentazione di un progetto - all’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni librari e, se necessario, prescrizione di disposizioni vincolanti per l’esecuzione del progetto
11) rilascio di autorizzazione derivanti dalla presentazione di denuncia di trasferimento
12) autorizzazione per la digitalizzazione e la riproduzione di beni librari oggetto di tutela
13) collaborazione e emissione di pareri tecnici ai Nuclei Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri
14) effettuazione di controlli sul commercio antiquario specie in occasione di aste, mostre mercato e verifica dei cataloghi e in loco dei beni bibliografici che potrebbero essere oggetto di dichiarazione di interesse.
Gli atti conclusivi delle procedure sopra indicate sono a firma della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali.
Per saperne di più vai alla pagina "Tutela beni non statali" del sito della Direzione Generale Biblioteche e Istituti culturali .
 
Per quanto riguarda l'attività di valorizzazione, in base alla riforma costituzionale del 2001 essa è affidata alla potestà legislativa concorrente di Stato e Regioni. Il Codice dei beni culturali stabilisce che il Ministero, le Regioni e gli altri enti pubblici territoriali perseguono il coordinamento, l'armonizzazione e l'integrazione delle attività di valorizzazione dei beni pubblici, e lo stesso codice fissa i principi fondamentali in materia di valorizzazione, mentre le Regioni esercitano la propria potestà legislativa nel rispetto di tali principi (art. 7).
Data di aggiornamento: ottobre 2016